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La notte bianca della ragione genera mostri

Posted: aprile 30th, 2014 | Author: | Filed under: note a margine | Tags: , , , | Commenti disabilitati su La notte bianca della ragione genera mostri

Quando il supergiovane rottamatore Matteo Renzi dichiarava da sindaco di Firenze:

“Non mi sembra uno scandalo tenere i negozi aperti il 1 maggio in una città strapiena di turisti”

sollevò un polverone il cui eco si sente ancora a distanza di mesi, anzi di anni.

Pochi hanno notato la mossa del Renzi sindaco di Firenze, che hanno dopo anno ha “istituzionalizzato” la notte bianca il 30 aprile, ora se vi sta sfuggendo qualcosa ricordatevi la filastrocca che recita:

30 dì conta novembre, con aprile giugno e settembre….

ora avete capito?
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Il nodo scorsoio dei 35 anni

Posted: dicembre 6th, 2011 | Author: | Filed under: note a margine | Tags: | Commenti disabilitati su Il nodo scorsoio dei 35 anni

35 anni nell’Italia del 2011 non è solo un età ma sembra diventare lo spartiacque tra sommersi e (potenzialmente) salvati.

35 anni è il limite massimo per essere assunti in azienda con le agevolazioni previste dalla manovra Monti ma è anche il limite oltre il quale chi ha dovuto scegliere obtorto collo il lavoro autonomo, leggi finti autonomi ma veri precari, dovrà rinunciare al regime agevolato, noto come “dei minimi”.

Insomma non avere un posto a tempo indeterminato oppure una attività solida ed avviata ed aver superato la soglia dei 35 anni equivale ad appartenere, volenti o meno, a quella generazione che è ufficialmente fuori dalla politica economica.

Probabilmente ho una percezione sbagliata della realtà ma dal mio punto di vista gli over 35 assunti a tempo indeterminato oppure professionisti che possono permettersi una vera partita IVA sono delle mosche bianche.

Chi governa deve avere dei dati reali diversi dalle mie impressioni oppure conta che oramai, superata un certa età arrangiandosi, si stia comodi nella posizione dell’appeso oppure semplicemente gli over 35 sono un pezzo di società a perdere… Nel senso che si da per scontato che migrino, si arrangino, entrino o rientrino nel mondo del lavoro sommerso o del non lavoro,  ma comunque non sono un problema all’ordine del giorno.

Come se il precariato fosse, come la gioventù, una situazione transitoria che ad un certo punto passa, ma se il punto invece fosse che non c’è nulla da perdere se non la propria corda?